…life goes on day after day….

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Io sono come mi comporto.
Non come vorrei essere ma come penso, parlo e agisco.
Io sono il risultato dei miei pensieri.
Sono la verità che esprimono le mie parole.
Sono la somma dei miei gesti, di tutti i miei gesti,
giorno dopo giorno.
È una fortuna essere nati come esseri umani.
Ecco: non approfittare di questo immenso onore è la perdita più grande.
Vivere può essere una cosa bellissima.
Vivere, e farsi sorprendere: ogni giorno come fosse il primo.
La vita ne contiene tanti di giorni.
Ogni giorno contiene centinaia di migliaia di istanti.
E in ognuno di questi istanti posso dire sì o no alla vita.
Dire sì al fatto che a ogni causa corrisponde un effetto,
sì all'idea di usarla per creare valore,
sì a cambiare e sentire gli altri nel mio orizzonte di vita.
Oppure dire no. Dire no all'idea che la vita è eterna.
No,
e scegliere i pensieri più bassi, le parole meno rispettose,
le azioni più violente.
No perché si può essere buddisti e comportarsi come se non lo fossimo.
ci troviamo di fronte a un bivio.
La fede, nel Buddismo, sta nel comportamento.
E non solo il comportamento di fronte alle difficoltà.
Ma anche quello nella vita di tutti i giorni.
Quando tutto scorre e non ci sono problemi incombenti
o questioni difficili che stringono il cuore e lo fanno piccolissimo.
Perché la prima cosa che abbiamo imparato
è che il Buddismo insegna a trasformare gli ostacoli in opportunità,
a trasformare le sofferenze in gioia,
e tutto quello che non va diventa un'occasione per vincere.
Insegna che le difficoltà sono il motore di ogni cambiamento.
E l'attitudine alla lotta,
a un atteggiamento attivo di fronte alla sofferenza,
è espressione vitale.
Ma quando la vita scorre tranquilla? Cosa vuol dire vivere da Budda?
Quello è antipatico.Quella si comporta così.
Si dice in quelle circostanze. Come fossero giustificazioni.
Ma l'espressione più alta della fede sta nel comportamento.
Il pensiero centrale del Sutra del Loto è
il rispetto per ogni forma di vita.
Il rispetto assoluto per gli altri significa che
non esiste una persona
che non possa ottenere la Buddità
e l'ignoranza opera per impedirci di comprenderlo.
Il rispetto della natura di Budda degli altri
si manifesta anche attraverso cose piccole,
come non parlare o non pensare male degli altri.
Di ogni fatto, di ogni situazione,
di ogni persona si può pensare e dire bene o male.
Ecco: il Budda è chi sceglie sempre il pensiero migliore.
Il Budda quotidiano fa l'esercizio continuo di scegliere il bene.
sentire profondamente il funzionamento della vita.
Se parlo male di qualcuno
apparentemente è lui o lei che voglio colpire
ma quelle parole,nella realtà profonda, sono mie.
Lui o lei me le tirano fuori, ma sono mie.
Se non abitassero dentro di me non riuscirei nemmeno a pensarle,
a dirle, a trovarle.
Se non fossero mie non incontrerei nessuno che le rappresenta.
Ma con quei pezzi di male che scopro dentro di me che ci faccio?
Non si tratta soltanto di evitare il male,
di non essere violenti nei pensieri, con le parole o coi gesti.
Ci vuole l'intenzione di trasformare quel buio in una zona di luce.
Si tratta di diventare incisivamente attivi:
Scegliere il bene negli altri significa cercarlo dentro di me.
Anche questo è comportamento.
Anche questa è un'espressione della fede.
Bontà d'animo, pazienza, tolleranza e rispetto
sono poco senza la convinzione assoluta di essere un Budda
e che la natura di Budda sta in tutti quelli che mi circondano.
I sentimenti buoni non bastano a cambiare il mondo
se non sono accompagnati dalla convinzione profonda
del proprio valore come esseri umani
e della propria missione nell'essere nati,
proprio ora, proprio qui, proprio così come siamo.
È uno stato d'animo forte, attivo: trasformare tutto in valore.
Dentro un cuore che sa, che ha scelto di comportarsi come un Budda.
Noi abbiamo la capacità di cambiare le cose,
non solo nelle circostanze estreme,
quelle drammatiche che ci impongono una soluzione
ma anche e soprattutto
nelle centinaia di migliaia di momenti di vita qualunque.
Mentre camminiamo, viviamo e costruiamo quel che verrà.

Quel gran genio del mio amico
lui saprebbe cosa fare,
lui saprebbe come aggiustare
con un cacciavite in mano fa miracoli.
Ti regolerebbe il minimo
alzandolo un po'
e non picchieresti in testa
così forte no
e potresti ripartire
certamente non volare
ma viaggiare.
Sì viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.
E tornare a viaggiare
e di notte con i fari illuminare
chiaramente la strada per saper dove andare .
Con coraggio gentilmente, gentilmente
dolcemente viaggiare.
Quel gran genio del mio amico,
con le mani sporche d'olio
capirebbe molto meglio;
meglio certo di buttare, riparare
Pulirebbe forse il filtro
soffiandoci un po'
scinderesti poi la gente
quella chiara dalla no
e potresti ripartire
certamente non volare ma viaggiare.
Si viaggiare

…life goes on day after day….ultima modifica: 2006-10-20T00:24:19+00:00da mangiaportolano
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42 pensieri su “…life goes on day after day….

  1. Eeeetciùùùùùùùù ùùùù!!! Scusa mi è scappato uno starnuto :-))))). SEnti, io faccio la brava Nonna Papera buddista e ti perdono che è almeno un mese che non passi a commentarmi, ma tu in cambio non lo cancelli vero questo commento???? Daiiiiiiiiiiiii iiiiiiiiiii, dannato di un Paperino, lo sai vero che nella mano nascosta dietro alle piume bianche, tengo il mio paio di anfibi preferiti….eh ehehe…Grazie per tutto. Baci a volontà.

  2. Magnifiche quelle matite colorate per dipingere i nostri pensieri e la nostra vita, perchè sta maggiomente a noi crearla. Il buddismo, come la fede cristiana si fondono sul rispetto: ci viene dato uno strumento, sta a noi trasformarlo in qualcosa di positivo, anche se il bene assoluto non esiste… sbagliare è umano, perseverare è diabolico. sei una persona speciale. TVB

  3. Ubris è greco, scusa, ma essendo un termine classico della tragedia lo uso abitualmente senza nessuna voglia di essere snob. Sarebbe la superbia, la tracotanza verso gli dei che per dirla tutta porta un pò sfiga. Veniva citata, per esempio, ne La dea dell’amore di Woody Allen, lo dice il coro capitanato da Murray Abraham, ma il mio esempio è Creso, re di Lidia che in Erodoto, afferma “Chi è più felice di me ?” —> La Lidia, poco dopo, diventa una satrapia persiana e lui è ridotto in catene. E’ l’opposto del “volare basso..”.

  4. Ciao Andrea, ci sono ancora. Credo. E non fumo, anche se non ho ancora cambiato post. Sono stata brava, me lo dico da sola. Una sigaretta in quel momento ci stava ma sapevo già che sarebbe stata una e nessun’altra. Almeno in qualcosa riesco a essere coerente! Sono stordita, al solito. In più qui è primavera. Ieri sono stata ad una sagra del tartufo, lo strano è che c’erano 26° e sembrava la festa di primavera. Bello, sicuramente, ma per una meteopatica come me questo è un pò troppo.. Ps. Sono anche senza pc, il mio portatile ha saggiamente deciso di smettere di funzionare di nuovo, l’avevo portato in assistenza nemmeno 6 mesi fà. No comment, che è meglio. Un’abbraccio enorme e un sorriso. Grazie di esserci. Buona settimana e chissà forse anche buon ponte! Sara

  5. Questo post mi ricorda la nostra prima chiacchierata di fronte alla pizza di Funiculi. Ormai il blog è quasi andato, cercherò di scrivere qualcosa nel weekend e di tenermi stretti i contatti con persone come te. Qua si naviga ancora a vista, ma quando la situazione sarà piu tranquilla (lo sarà mai?) spero proprio che ce la faremo a rivederci. Un abbraccio, Est

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